FAQ Servizio FATT-PA NAMIRIAL

Elenco FAQ



  • Come è stato introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica verso le pubbliche amministrazioni?

    La legge del 24 dicembre 2007 numero 244, nota come Finanziaria del 2008, con l’articolo 1, commi dal 209 al 213, istituisce nei rapporti commerciali con la Pubblica Amministrazione l’obbligo di emissione, trasmissione, conservazione e archiviazione delle fatture nel nuovo formato elettronico, vincolando l’avvio operativo all’emanazione di due decreti attuativi.

    Il Decreto 7 marzo 2008, primo decreto ministeriale di attuazione,  ha individuato il gestore del Sistema di Interscambio (SdI)della fatturazione elettronica che ha il ruolo di “snodo” tra gli attori interessati dal processo di fatturazione elettronica, nonché le relative attribuzioni e competenze.

    Il Decreto 3 aprile 2013, n. 55 pubblicato in G.U. n. 118 del 22 maggio 2013 entrato in vigore il 6 giugno 2013 rende operativo il nuovo regolamento e detta le regole e le modalità per l’emissione, trasmissione e ricezione delle fatture nei rapporti tra operatori economici ed amministrazioni pubbliche.

    Versione 2.0 del 4 dicembre 2014

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  • Che cos’è il Sistema di Interscambio (SDI) e quali sono gli attori coinvolti?

    Il Sistema di Interscambio, gestito dall’Agenzia delle Entrate, è un sistema informatico in grado di:
    – fornire i servizi di accreditamento al sistema;
    – ricevere le fatture sotto forma di file con le caratteristiche della FatturaPA;
    – validare e gestire i flussi;
    – effettuare controlli sui file ricevuti (integrità, autenticità, univocità, rispetto del formato, presenza e correttezza formale dei dati obbligatori di fattura);
    – inoltrare le fatture alle Amministrazioni destinatarie (uffici PA);
    – notifica l’esito di invio/ricezione dei flussi agli utenti tramite ricevuta.

    Il Sistema di Interscambio non ha alcun ruolo amministrativo e non assolve compiti relativi all’archiviazione e conservazione delle fatture.
    modalità di funzionamento del sistema di interscambio
    I soggetti coinvolti nel processo della fatturazione elettronica sono:

    Operatore economico: l’ operatore economico in qualità di fornitore di beni e servizi emette le fatture o documenti passivi verso un’Amministrazione pubblica tramite il Sistema di Interscambio. La PA stessa può essere fornitrice di beni e servizi.
    L’ Operatore economico può predisporre, emettere e trasmettere autonomamente la fattura elettronica oppure avvalersi di unIntermediario.

    Pubblica amministrazione: l’amministrazione pubblica è il soggetto che riceve il file FatturaPA dall’Operatore economico attraverso il Sistema di Interscambio.
    L’Amministrazione pubblica può ricevere direttamente il file oppure si può avvalere di un soggetto Intermediario.

    Intermediari: nell’ interazione con il sistema di interscambio, l’ Intermediario è colui che invia o riceve i file FatturaPA o i file archivioper conto dell’ Operatore economico e/o dell’ Amministrazione pubblica.
    Namirial con il proprio servizio FATT-PA si candida a svolgere questo ruolo e ad oggi eroga il servizio per migliaia di soggetti operatori economici (cedenti/prestatori).

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  • Quali sono le tempistiche del nuovo obbligo di fatturazione elettronica verso le PA?

    Il Decreto interministeriale del 3 aprile 2013 numero 55, oltre a stabilire le regole in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica, ha fissato al 6 giugno 2014 la data di entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica verso i Ministeri, le Agenzie fiscali e gli Enti previdenziali.

    Obbligo nei rapporti economici

    Il Decreto Irpef D.L. n. 66/2014 ha successivamente fissato al 31 marzo 2015 la scadenza per tutte le fatture emesse nei riguardi delle altre Pubbliche Amministrazioni, anche quelle locali.

    Obbligo nei rapporti economici

    Il Sistema di Interscambio è a disposizione delle PA che intendono avvalersene volontariamente sulla base di specifici accordi con i propri fornitori. In tali casi per ogni Ufficio destinatario della fatturazione  elettronica è pubblicato in IPA la data a partire dalla quale il servizio di fatturazione elettronica è attivo, come disposto dalla Circolare n. 1/DF del 31 marzo 2014.

    A decorrere dai termini precedenti, quindi, non è più possibile emettere fatture in formato cartaceo.

    Mentre a decorrere dal termine di tre mesi dalle predette date di entrata in vigore del nuovo regolamento, le PA non possono più accettare nè procedere al pagamento di fatture che non siano state emesse e trasmesse in formato elettronico.

    Fatturazione elettronica obbligatoria per pa e fornitori

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  • Quali sono i servizi che possono offrire gli intermediari?

    Gli intermediari degli Operatori Economici offrono i servizi per la predisposizione e/o la trasmissione delle fatture in formato elettronico.
    In particolare:
    – emettono, se richiesto, le fatture elettroniche per conto degli Operatori Economici;
    – trasmettono le fatture al Sistema di Interscambio;
    – adempiono, se richiesto, agli obblighi di conservazione.

    Soggetti coinvolti nel processo di fatturazione elettronica

    Il servizio di intermediazione di Namirial e del suo gestore tecnico 2C Solution Srl (società controllata del Gruppo Namirial) garantisce all’operatore economico l’emissione per conto terzi, la trasmissione al SDI delle FatturePA, la gestione delle ricevute/notifiche e la conservazione digitale a norma sia delle FatturePA che delle relative notifiche/ricevute SDI.

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  • Come deve essere predisposta la fattura elettronica e con quale contenuto?

    La fatturaPA deve essere generata nel formato XML sulla base di uno schema i cui requisiti sono definiti in dettaglio dal regolamento e pubblicati sul sito del SDI (la struttura dello schema prevede tre parti: Header, Body e Ds signature).

    Il servizio Namirial FATT-PA prevede prima dell’invio una pre-verifica rispetto alla conformità sintattica al predetto schema.

    La fatturaPA è una fattura elettronica ai sensi dell’art. 21 del d.P.R.  633/72. Il contenuto informativo della FatturaPA prevede le informazioni da riportare obbligatoriamente in fattura in quanto rilevanti ai fini fiscali secondo la normativa vigente; in aggiunta a queste il formato prevede l’indicazione obbligatoria delle informazioni indispensabili ai fini di una corretta trasmissione della fattura al soggetto destinatario attraverso il Sistema di Interscambio, come ad esempio i codice IPA.

    Si consiglia di verificare la valorizzazione dei campi obbligatori e la corretta associazione delle codifiche riportate in forma tabellare in calce al tracciato fatturaPA, in particolare su RegimeFiscale, tipo di cassa, modalità di pagamento, TipoDocumento, Natura.

    Il contenuto informativo della fatturaPA è costituito da campi obbligatori ma anche da campi facoltativi che possono contenere informazioni utili all’Amministrazione e quindi divenire de facto necessari (obbligatori) a seguito degli accordi intercorsi nei contratti in essere con le PA (in particolare i dati su ordine di acquisto o contratto o convenzione e quindi ad esempio IdDocumento Numero Convenzione, codice Commessa Convenzione, dati DDT, ecc.). In particolare attenzione al codice CIG e CUP che di fatto sono obbligatori ai fini del pagamento delle fatture per specifici casi imposti dall’art. 25 del Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014 cosiddetto Decreto Irpef.

    Consigliamo, quindi, nell’ambito della relazione commerciale di verificare con il singolo destinatario della pubblica amministrazione le eventuali informazioni da inserire richieste dalla PA in virtù del contratto in essere. Come esempio concreto riportiamo il comunicato dell’Agenzia delle Entrate rivolto a tutti i propri fornitori.

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  • Come posso fare a trovare il codice IPA corretto da inserire in FatturaPA?

    Il campo <CodiceDestinatario> nel tracciato FatturaPA è un elemento obbligatorio ed    essenziale per il corretto recapito delle fatture ed è costituito dal codice identificativo univoco degli uffici destinatari (codice IPA) dell’Indice delle Pubbliche  Amministrazioniwww.indicepagov.it

    Secondo le disposizioni contenute nelle Specifiche Operative per l’identificazione univoca degli  uffici delle PA fornite dall’Agenzia per l’Italia Digitale le amministrazioni pubbliche devono identificare i propri uffici (Unità Organizzative) deputati in via esclusiva alla ricezione delle FE e curare il loro inserimento nel portale IPA al fine di ottenere l’assegnazione   univoca del codice ufficio.

    Come prescritto negli allegati C e D del Decreto n. 55/2013 e raccomandato anche nelle specifiche operative di AgID le amministrazioni devono comunicare il prima possibile ai propri fornitori l’identificativo univoco degli uffici deputati al ricevimento delle FE per tutti  i contratti siano essi attualmente in corso o ancora da stipulare.  Molte PA lo fanno pubblicando una nota, una news o un comunicato sul proprio sito internet.

    Per l’operatore  economico (cedente/prestatore) che vuole ricercare i dati sull’IPA del Servizio di Fatturazione al fine di compilare correttamente la propria fattura le modalità sono principalmente tre:

    accedere agli open data sul Servizio di Fatturazione Elettronica
    – accedere tramite interfaccia web alla maschera di ricerca dei codici IPA.
    – accedere attraverso chiamate in modalità riservata tramite protocollo LDAP ma è necessario registrarsi all’IPA tramite la compilazione di un form messo a disposizione sul sito

    La Circolare n. 1/DF del 31 marzo 2014 ha introdotto il codice Ufficio di fatturazione Elettronica Centrale da utilizzare in alcuni casi di impossibilità di recapito della FE. Il Codice Ufficio di FE Centrale, denominato “Uff_fatturaPA”, assume il valore di default “999999” e può essere usato nel caso in cui:

    1- il fornitore non abbia ricevuto la comunicazione del codice ufficio destinatario di fattura elettronica da parte dell’amministrazione e pur avendo riscontrato la presenza del codice IPA per l’amministrazione, il fornitore non sia in grado di individuare in modo univoco, sulla base dei dati contrattuali in proprio possesso, l’ufficio destinatario della fattura.

    2- il fornitore non abbia ricevuto la comunicazione del codice ufficio destinatario di fattura elettronica da parte dell’amministrazione e abbia rilevato l’assenza in IPA dell’amministrazione stessa.

    Nei casi in cui è possibile identificare univocamente il codice ufficio in quanto ad esempio in corrispondenza del codice fiscale del destinatario in IPA esiste un ed un solo Ufficio di FE lo SdI respinge la fattura inviando al mittente una “notifica di scarto”, ciò per evitare un utilizzo improprio del codice FE “Centrale”.

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  • Chi appone la firma digitale su ciascuna singola FatturaPA come soggetto emittente?

    Il nuovo regolamento  sulla fatturazione elettronica PA prevede l’apposizione del riferimento temporale e della firma elettronica qualificata al fine di garantire alla fattura integrità, attestazione della data ed autenticità dell’origine.
    Il servizio FATT-PA Namirial prevede l’emissione per conto terzo, ovvero l’attività di un terzo delegato ad emettere fattura per conto del Cedente/Prestatore (Operatore Economico) prevista dall’art. 21 del d.P.R. 633/1972 e richiamata dal regolamento di cui al DM 3 Aprile 2013 n. 55.
    Nel  contratto FATT-PA il terzo delegato per l’emissione per conto terzi è Namirial SpA fermo restando la piena assunzione di responsabilità degli Operatori Economici circa la correttezza, la completezza, la veridicità, l’ordine cronologico e l’assenza di soluzione di continuità di tutti i dati, informazioni e documenti inseriti nel servizio web dell’Intermediario per ciascun periodo d’imposta e per il registro sezionale Iva adottato in contabilità.
    Nel caso di emissione per conto terzi, la FatturaPA deve contenere l’indicazione che la stessa sia “emessa, per conto del cedente o prestatore, da un terzo” (articolo 21, c. 2, lettera h.) secondo le specifiche indicate.
    La norma precisa, altresì, che il cedente/prestatore continua ad essere responsabile delle violazioni, connesse all’emissione della fattura.

    Con la compilazione e la sottoscrizione della Richiesta di Attivazione Servizio dell’Operatore Economico il Cliente Cedente/Prestatore autorizza preventivamente il terzo Namirial S.p.A all’emissione delle FatturePA. Le parti concordano nel contratto e prendono atto  che la procedura di emissione adottata prevede la consegna da parte del Committente o dell’Operatore Economico degli elementi caratterizzanti l’operazione da fatturare, dei dati relativi al contenuto della fattura sia obbligatori che opzionali ma necessari in quanto richiesti espressamente dalla PA destinataria, del rispetto dell’obbligo di numerazione progressiva e dell’ordine cronologico nelle fatture inviate.

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  • È obbligatorio adottare un registro sezionale in contabilità per le fatture elettroniche verso la PA?

    Nella conservazione dei documenti informatici è necessario garantire un’ordinata contabilità, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. a) del DM 17 giugno 2014. Inoltre vige il principio di omogeneità della modalità di conservazione per i documenti appartenenti alla medesima tipologia documentale e medesimo periodo d’imposta.
    Per i predetti motivi è consigliabile adottare un registro sezionale Iva dedicato in contabilità solo per queste fatture, in quanto permette di gestire in modo distinto ed autonomo le fatture elettroniche emesse verso la PA. Con questa accortezza è possibile conservare solo le FatturePA con la modalità digitale e mantenere nella modalità tradizionale cartacea sia le altre fatture che i registri Iva.
    Non è, infatti, necessario ed obbligatorio conservare nella modalità informatica anche il registro Iva a cui le FatturePA appartengono (Circolare AE n. 36 del 6 dicembre 2013).

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  • Il nuovo obbligo della FatturaPA ha impatti sull’obbligo di variazione del luogo di conservazione?

    Nei servizi di fatturazione elettronica che includono anche la conservazione digitale  a norma dei documenti FatturaPA presso un soggetto terzo (outsourcer) vi è l’obbligo  della comunicazione del luogo di conservazione elettronica dei documenti fiscalmente rilevanti, ed il contribuente dovrà riportare la variazione nei modelli di comunicazione ComUnica o mod. AA7 o mod. AA9, nel rispetto delle modalità e dei termini previsti dall’articolo 35 del D.P.R. n. 633 del 1972 (a tal proposito è utile la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 65/E del 14 giugno 2011 in merito alla modalità di presentazione della dichiarazione di variazione dati relativa al luogo di conservazione delle scritture contabili).
    È un obbligo in capo al contribuente (soggetto passivo). Namirial lo ha voluto inserire contrattualmente con apposito articolo per fornire un servizio di qualità ai propri clienti e successivamente Namirial invierà anche la dichiarazione ai sensi dell’art. 52 decimo comma del d.P.R. 633/72 che attesta la conservazione delle FatturePA presso il luogo indicato e secondo la normativa vigente.

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  • Entro quanto deve essere fatta la comunicazione relativa alla variazione del luogo di conservazione?

    La comunicazione va eseguita entro 30 gg (massimo) dalla variazione (ad esempio dalla data di conferimento dell’incarico al Conservatore ovvero dalla data di emissione/invio del primo documento fatturaPA al Servizio).
    Il Contratto FATT-PA prevede un articolo specifico sull’adempimento in carico al soggetto passivo, dando indicazione sul luogo di conservazione.

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  • Il conservatore outsourcer, depositario delle scritture, ha qualche obbligo di dichiarazione verso l’operatore economico, come indicatomi dal mio commercialista?

    Sì, confermiamo. Il servizio FATT-PA infatti prevede che il conservatore produca annualmente un dichiarazione ai sensi dell’art. 52, decimo comma, del D.P.R. 633/72 in cui sono dichiarate le tipologie documentali, rilevanti ai fini tributari e relative ad un determinato periodo d’imposta, conservate presso il conservatore.

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  • In caso di controlli e verifiche da parte dell’Amministrazione finanziaria sulle fatture elettroniche verso la PA, queste sono rese disponibili?

    Il servizio FATT-PA prevede che l’utente possa accedere via web ai documenti conservati eseguendo ricerche e consultazioni.
    Ai fini dell’esibizione, su richiesta dell’utente autorizzato, il sistema di conservazione restituisce uno o più pacchetti di distribuzione secondo le disposizioni del DPCM  3 dicembre 2013 e del DM 17 giugno 2014.
    Ai fini degli obblighi fiscali, la norma di riferimento è la seguente:
    Art. 5, comma 2, DM 17 giugno 2014 – Obbligo di comunicazione e di esibizione delle scritture e dei  documenti rilevanti ai fini tributari
    “2. In caso di verifiche, controlli o ispezioni, il documento  informatico è reso leggibile e, a richiesta, disponibile su supporto cartaceo o informatico presso la sede del contribuente ovvero presso  il luogo di conservazione delle scritture dichiarato dal soggetto ai sensi dell’art. 35, comma 2, lettera d), del decreto del Presidente  della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.”.

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  • Nel 2014 ho emesso e conservato 3 fatture elettroniche attraverso il servizio di un altro fornitore. Posso in corso di esercizio emettere la fattura n. 4 con il fornitore intermediario Namirial?

    Assolutamente sì, l’importante è rispettare la medesima modalità (in questo caso informatica) per ciascun periodo d’imposta e tipologia documentale. La normativa vigente di riferimento in questo è molto flessibile, infatti, la Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 364/E del 3 ottobre 2008 chiarisce, che è possibile la nomina di più soggetti terzi Responsabili della Conservazione a cui affidare compiti distinti e precisi, sia persone fisiche che persone giuridiche. Ciascun Responsabile naturalmente manterrà la responsabilità sui documenti da lui conservati.

    Con la sottoscrizione del contratto per l’attivazione del servizio FATT-PA, sarà affidato l’incarico a Namirial per l’emissione per conto terzi, per il ruolo di Responsabile della Conservazione e Responsabile del Trattamento dei dati personali. Mentre il gestore tecnico (intermediario alla trasmissione verso SDI e conservatore) 2C Solution Srl, società del Gruppo Namirial, sarà nominato Responsabile del Trattamento dei dati personali.

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  • Se si è in possesso di una P.IVA estera è obbligatorio emettere una fattura elettronica?

    I soggetti non residenti in Italia sono al momento esclusi dall’obbligo della fatturazione elettronica verso la PA, ai sensi dell’art. 6, comma 4, DM 3 aprile 2013 n. 55:

    “4. Con successivo decreto  verranno  determinate  le  modalità  di applicazione degli obblighi stabiliti all’articolo 1 della  legge  24 dicembre 2007 n. 244, e successive modificazioni, al momento  escluse dal presente regolamento, alle fatture emesse da  parte  di  soggetti non residenti in Italia e alle fatture, già trasmesse  in  modalità telematica, relative al servizio di pagamento delle  entrate  oggetto del sistema di versamento unificato di cui al decreto  legislativo  9 luglio 1997, n.  241,  nonchè  al  servizio  di  trasmissione  delle dichiarazioni di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente  della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322.”.

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  • Quali sono i messaggi che il SdI può trasmettere al servizio Namirial?

    Un file messaggio può essere:

    – una notifica di scarto: messaggio che SdI invia al trasmittente nel caso in cui il file trasmesso (file FatturaPA o file archivio) non abbia superato i controlli previsti;

    – un file dei metadati: file che SdI invia al destinatario, insieme al file FatturaPA (solo per le pubbliche amministrazioni);

    – una ricevuta di consegna: messaggio che SdI invia al trasmittente per certificare l’avvenuta consegna al destinatario del file FatturaPA. La ricevuta di consegna è sicuramente sufficiente a provare  sia l’emissione della fattura elettronica, sia la sua ricezione da parte della pubblica amministrazione committente.

    – una notifica di mancata consegna: messaggio che il SdI invia al trasmittente per segnalare la temporanea impossibilità di recapitare al destinatario il file FatturaPA. La notifica di mancata consegna  è, invece, sufficiente a provare la ricezione della fattura da parte del SdI, e conseguentemente l’avvenuta trasmissione  della fattura da parte del soggetto emittente verso il SdI e pertanto ai sensi dell’art. 21, comma 1, del d.P.R. 633/72 rappresenta prova dell’emissione della fattura;

    – una notifica di esito committente: messaggio facoltativo che il destinatario può inviare al SdI per segnalare l’accettazione o il rifiuto della fattura ricevuta; la segnalazione può pervenire al SdI entro il termine di 15 giorni;

    – una notifica di esito: messaggio con il quale il SdI inoltra al trasmittente la notifica di esito committente eventualmente ricevuta dal destinatario della fattura;

    – uno scarto esito committente: messaggio che il SdI invia al destinatario per segnalare un’eventuale situazione di non ammissibilità o non conformità della notifica di esito committente;

    – una notifica di decorrenza termini: messaggio che il SdI invia sia al trasmittente sia al destinatario nel caso in cui non abbia ricevuto notifica di esito committente entro il termine di 15 giorni dalla data della ricevuta di consegna o dalla data della notifica di mancata consegna ma solo se questa sia seguita da una ricevuta di consegna. Con questa notifica il SdI comunica al destinatario l’impossibilità di inviare, da quel momento in poi, notifica di esito committente e al trasmittente l’impossibilità di ricevere notifica di esito. La decorrenza dei termini è  fissata per permettere la chiusura del ciclo di fatturazione nel SdIentro 15 gg e permettere quindi al soggetto emittente di registrare la fattura stessa, in osservanza agli adempimenti previsti dalla normativa IVA in merito alla registrazione.

    – una attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito: messaggio che il SdI invia al trasmittente nei casi di impossibilità di recapito del file all’amministrazione destinataria per cause non imputabili al trasmittente (amministrazione non individuabile all’interno dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni  oppure problemi di natura tecnica sul canale di trasmissione). In questi casi una volta ricevuto tale messaggio il fornitore della PA (operatore economico) dovrà direttamente trasmettere l’attestazione con la fattura inclusa tramite un servizio di posta elettronica o altro canale telematico o potrà metterla a disposizione dell’ufficio PA su portale  telematico per il download. Nel seguito viene riportato il flusso rappresentativo del processo di fatturazione elettronica PA:

    Schema messaggi SDI
    Il cedente/prestatore può verificare tutti i messaggi di notifica ricevuti dal SDI accedendo al portale web del servizio FATT-PA Namirial ed attivandosi con tempestività in caso di azioni correttive.

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  • Quali sono le notifiche di scarto/rifiuto e come ci dobbiamo comportare?

    Notifica di Scarto (NS) dal Sistema di Interscambio
    In questo caso i controlli SDI permetterebbero al cedente/prestatore anche di rinviare la fattura corretta con stesso numero e data di emissione.
    Se, tuttavia, il cedente/prestatore ha già registrato la sua fattura prima di ricevere lo scarto NS allora il cedente/prestatore procede all’emissione di una nota di credito interna (quindi effettuando le annotazioni rettificative sui propri registri), ma senza inviarla al SdI. Poi emette una nuova fattura con nuovo numero e data ma medesima rappresentazione dell’operazione commerciale corretta e la invia al SdI.

    Notifica di Rifiuto da parte dell’ente (Esito Committente di rifiuto)
    L’esito committente di rifiuto può essere prodotto entro 15 gg dalla ricezione della fattura. Si evidenzio che l’ente pubblico in virtù dell’art. 42 del DL. N. 66/2014 ha 10 gg di tempo dalla ricezione per la registrazione in contabilità nel registro unico delle fatture d’acquisto o per eseguire le operazioni nel PCC, quindi potrebbe verificarsi due casistiche in base a cosa indica l’ente:
    – la PA destinataria non ha registrato quella fattura in contabilità quando viene inviata la notifica di rifiuto del Committente e quindi non la registrerà più, allora va benissimo da parte del cedente/prestatore rinviare la fattura corretta con lo stesso numero e data;
    – la PA destinataria ha già registrato quella fattura in contabilità quando viene inviata la notifica di rifiuto del Committente, allora generalmente deve essere emessa una nota di accredito da inviare allo SDI e poi nuova fattura. Questa strada è la più corretta soprattutto se il cedente/prestatore ha già registrato la sua fattura prima di ricevere il rifiuto esito committente allora il cedente/prestatore dovrebbe ai sensi dell’art. 26 del DPR 633/72 procedere comunque all’emissione di una nota di accredito da inviare allo SDI e poi emettere una nuova fattura con nuovo numero e data ma medesima rappresentazione dell’operazione commerciale corretta.

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  • È possibile che la PA contesti una fattura dopo la notifica di decorrenza termini (DT)?

    Nel caso in cui venga contestata la fattura dopo aver ricevuto la notifica di decorrenza termine è necessario da parte del cedente/prestatore emettere una nota di credito interna (quindi effettuando le annotazioni rettificative sui propri registri) e poi si invia la fattura con nuovo numero e data. Naturalmente non può essere inviata con lo stesso numero e data, in quanto lo SdI  la percepisce come già inviata e la scarta.
    Anche in questo caso avendo il cedente/prestatore sicuramente già registrato la sua fattura prima di ricevere il DT (15 gg)  allora il cedente/prestatore dovrebbe ai sensi dell’art. 26 del DPR 633/72 procedere comunque all’emissione di una nota di credito da inviare allo SDI e poi emettere una nuova fattura con nuovo numero e data ma medesima rappresentazione dell’operazione commerciale corretta.
    Comunque si consiglia di confrontarsi con la PA destinataria e capire le sue richieste in tal senso.

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  • Il vostro servizio prevede una pre-verifica del file XML FatturaPA prima dell’invio?

    Il servizio FATT-PA di Namirial prevede dopo la validazione della compilazione del file XML una pre-verifica prima della trasmissione del documento al Sistema di Interscambio in modo da anticipare alcuni possibili errori riscontrabili dai controlli sintattici del SDI.
    I controlli effettuati dal SDI possono essere verificati al seguente link.

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  • Perché mi viene scartata una fattura con p.iva non valida dal SDI?

    Lo scarto del SDI per partita Iva non valida sono generati da un controllo su tutti i valori inseriti in merito a partita iva e codice fiscale.
    Prima della trasmissione al SdI si consiglia di verificare bene la completezza e correttezza dei dati in anagrafica, in quanto lo SDI verifica la corrispondenza nell’anagrafica tributaria.

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  • L’ente ha ricevuto e accettato la fattura elettronica, ma ritarda nel pagamento. Esiste un termine, ovvero un periodo entro il quale la PA è obbligata a pagare la fattura accettata?

    Il decreto legislativo n. 192/2012 di recepimento della direttiva comunitaria (2011/7/UE) ha fissato il termine di pagamento nelle transazioni con la Pubblica amministrazione in 30 giorni pena la sanzione degli interessi legali di mora dell’8% oltre il tasso Bce, a partire già dal primo giorno dopo la scadenza pattuita.

    Il termine dei 30 giorni è derogabile in alcuni specifici casi al massimo a 60 giorni (per alcune categorie di Pubbliche Amministrazioni tassativamente definite, quali gli enti operanti in ambito sanitario o assistenziale).

    Nonostante il predetto intervento del Legislatore per le operazione commerciali verso la PA ancora oggi si riscontrano pagamenti ritardati da parte della PA, anche se con tempistiche in riduzione.
    A regime, molto probabilmente l’azione di monitoraggio della Ragioneria dello Stato sui flussi della fatturazione elettronica PA permetterà di regolarizzare le tempistiche di pagamento.

    In caso del perdurare del mancato pagamento è possibile valutare con il vostro consulente fiscale la procedura di certificazione dei crediti tramite il portale PCC.

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  • Una volta inserita la fattura elettronica nel portale del servizio FATT-PA NAMIRIAL ed inviata al SdI dobbiamo forse inserirla manualmente nel sistema Piattaforma Certificazione dei Crediti (PCC)?

    Nel caso di fatturazione elettronica i dati contenuti nelle fatture e le informazioni riferite alle fasi di invio e ricezione non devono essere immesse sul sistema Piattaforma Certificazione dei Crediti (PCC)dagli operatori dei creditori e delle amministrazioni debitrici in quantosono acquisite automaticamente dal sistema di interscambio, mentre per le altre fasi del ciclo di vita dei debiti commerciali il meccanismo coincide con quello delle fatture cartacee.

    Tuttavia nei casi in cui il sistema di interscambio produca la “notifica di scarto” o la “attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito”, i dati riferiti alle fatture devono essere immessi direttamente e manualmente sul sistema PCC in quanto non possono essere acquisiti automaticamente.

    Pertanto, se non vengono visualizzate la fatturaPA nel PCC controllate che non sia stata prodotta dal SdI una corrispondente notifica di scarto NS o attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito.

    Versione 2.0 del 4 dicembre 2014

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  • È vero che cambia la modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sulla fattura elettronica?

    L’imposta di bollo sui documenti informatici con rilevanza fiscale va assolta secondo la modalità specificata all’art. 6 del DM 17 giugno 2014 con il pagamento dell’imposta relativa alle fatture emesse durante l’anno effettuato in un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio tramite F24.
    Le fatture elettroniche per le quali è obbligatorio l’assolvimento dell’imposta di bollo devono riportare specifica annotazione di assolvimento dell’imposta ai sensi del presente decreto.
    La risoluzione n. 106/E del 2 dicembre 2014 statuisce che per consentire il versamento, mediante il modello F24, della predetta imposta di bollo viene istituito il codice tributo “2501”, denominato “Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – articolo 6 del decreto 17 giugno 2014”.

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  • Le imprese assicurative sono obbligate o meno ad emettere fattura elettronica verso le scuole?

    Le operazioni di assicurazione, di riassicurazione e di vitalizio sono operazioni esenti ai sensi dell’art. 10, comma 2, DPR 633/1972(nel seguito Decreto Iva).

    L’art. 22 del Decreto Iva, stabilisce che l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione anche per le operazioni esenti indicate ai numeri da 1) a 5) e ai numeri 7), 8), 9), 16) e 22) dell’art. 10, quindi si applica anche per le operazioni di assicurazione, di riassicurazione e di vitalizio.

    La predetta regola è confermata dall’art. 1, commi 1 e 2, del DMEF 30 maggio 1989:

    Il  decreto  ministeriale  12  aprile  1979,  concernente modalità  applicative  dell’imposta  sul  valore  aggiunto  per  le  operazioni effettuate   dalle   società   e   dagli   enti  che  esercitano  le assicurazioni e le riassicurazioni, è sostituito dal seguente:
    “Art.  1.  –  1.  Per  le  operazioni di cui ai numeri 1, 2, 4 e 8, escluse le locazioni  non  finanziarie  e  gli  affitti  di  immobili strumentali, dell’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica
    26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, per le quali non sussiste  l’obbligo  della  fatturazione ai sensi dell’art. 22, n. 6, dello stesso decreto, le  società  e  gli  enti  che  esercitano  le assicurazioni  e le riassicurazioni, anche se utilizzano direttamente macchine elettrocontabili ovvero si avvalgono per la elaborazione dei dati  di  centri  elettrocontabili gestiti da terzi, possono annotare nel registro di cui all’art.  24  del  predetto  decreto  l’ammontare globale  dei  corrispettivi di dette operazioni effettuate in ciascun mese entro il secondo mese successivo a quello cui le  operazioni  si riferiscono.  Per  la  registrazione dei corrispettivi costituiti dai premi e relativi accessori è data altresì facoltà di sostituire il registro  di  cui  al citato art. 24 con il registro dei premi tenuto secondo le modalità e  nei  termini  previsti  dagli  articoli  5 e seguenti della legge 29 ottobre 1961, n. 1216.
      2.  Se  per  le  operazioni  indicate  nel  comma 1 è obbligatoria l’emissione della fattura per averne il cliente fatto  richiesta,  il documento  può essere  emesso dalla sede centrale, dalle agenzie in gestione diretta od in gestione libera, dalle dipendenze ed uffici  e può comprendere tutte le operazioni effettuate con lo stesso cliente in periodi di tempo non superiori al mese, a condizione che  in  ogni caso  sia  consegnato  o spedito entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

    Pertanto la discriminante affinché la fatturazione sia obbligatoria per le  società  e  gli  enti  che  esercitano  le assicurazioni  e le riassicurazionie quindi sia obbligatoria la modalità elettronica secondo il DM 3 aprile 2013, n. 55 è che il Cliente Scuola ne faccia formale richiesta (ad esempio in sede di contrattualizzazione o in generale di ordine quindi  in un momento antecedente l’effettuazione dell’operazione).

    In caso di richiesta formale del Cliente prima dell’effettuazione dell’operazione il Prestatore del Servizio non si può sottrarsi dall’obbligo esposto dall’art. 22 del Decreto Iva.

    In caso di opposizione reiterata anche in sede contrattuale non resta che trovare altra società di assicurazione o rivolgersi al Ministero dell’Istruzione ed Agenzia delle Entrate per rappresentare il caso di rifiuto di fatturazione del prestatore anche nel caso di richiesta formale del Cliente.

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  • Come viene trattato il caso in cui si invia prima della fattura una nota sulla quale poi la PA paga e successivamente riceve fattura quietanziata?

    Si consiglia di seguirei il seguente approccio:

    1) Se la nota che il professionista emette e trasmette all’ente pubblico per il pagamento è prevista dall’art. 21 del D.P.R. 633/72 “Art. 21. Fatturazione delle operazioni Per ciascuna operazione imponibile deve essere emessa una fattura, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili”, allora il professionista per la nota deve utilizzare il processo di fatturazione elettronica previsto dal regolamento per il tramite del SDI.
    Stessa cosa per la successiva fattura.
    2) Se invece la nota emessa è una prassi per attendere il pagamento e poi quindi emettere fattura quietanzata (con data di emissione molto antecedente) e quindi temporalmente avere una IVA da versare dopo il pagamento ricevuto, con il nuovo regolamento sulla fatturazione elettronica tale prassi scorretta non è assolutamente percorribile.

    Se la nota dovesse servire a fornire un dettaglio maggiore sull’operazione rispetto al contenuto della fattura, è sempre possibile allegare dei documenti di dettaglio al tracciato XML FatturaPA come previsto dalle specifiche del nuovo regolamento (Decreto n. 55/2013).

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  • La numerazione delle fatture elettroniche (al pari di quelle cartacee) con l’inizio del nuovo anno iniziano la numerazione dalla numero 1?

    Sul requisito della univocità della numerazione delle fatture non si fa differenza tra gestione fatture elettroniche e quelle cartacee, c’è piena parità e quindi per non sbagliare basta far riferimento alla
    Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 1/E del 10 gennaio 2013 Articolo 21, comma 2, lettera b), del D.P.R. n. 633 del 1972 – Chiarimenti in materia di numerazione delle fatture.

    Nella pratica confermiamo che è possibile ripartire da 1 e quindi continuare ad adottare il sistema di numerazione progressiva per anno solare, in quanto l’identificazione univoca della fattura è, anche in tal caso, comunque garantita dalla contestuale presenza nel documento della data che, in base alla lettera a) del citato articolo 21, costituisce un elemento obbligatorio della fattura.

    Inoltre, non vi sono criticità in merito alle verifiche da parte del Sistema di Interscambio, in quanto le verifiche al fine di intercettare un accidentale re-invio della stessa fattura (fattura duplicata nel medesimo anno di emissione), per la quale non sia stata inviata al soggetto trasmittente una notifica di scarto oppure di rifiuto da parte del destinatario. Il SdI controlla che la fattura che sta esaminando non sia stata già trasmessa ed elaborata, in relazione ai seguenti dati contenuti all’interno della fattura:

    identificativo cedente/prestatore;
    tipologia documento;
    anno della data fattura;
    numero fattura.

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  • Le prestazioni erogate dagli enti non profit o altri soggetti non titolari di partita IVA che emettono note di addebito di spese verso la Pubblica Amministrazione (Asl, ordini professionali, scuole, etc.) sono soggette all’obbligo di fatturazione elettronica?

    L’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica verso la P.A. costituisce solo una diversa modalità di emissione della fattura, ma non incide sui presupposti per l’emissione della stessa, di cui agli articoli 1 e 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.

    In altri termini, i soggetti che prima della scadenza del nuovo obbligo, non erano tenuti ad emettere fattura verso la P.A. perché non obbligati dalla normativa vigente, anche successivamente a tale data non sono obbligati ad emettere fattura elettronica. Questi soggetti, pertanto, potranno continuare a certificare le somme percepite in base a convenzioni con la P.A., emettendo note di debito in forma cartacea, senza l’obbligo di ricorrere alla fatturazione elettronica.

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